Presepio dei Frati Orarie visita

Dieci mesi di lavoro.

Tavola illustrata: nel laboratorio, due presepisti montano sorridendo la facciata di polistirolo di una casa ad archi su un telaio di legno; intorno, altre case bianche in costruzione.

Come nasce il presepio

Da marzo alla notte di Natale, in nove passi: dal primo incontro attorno a un tavolo al Bambinello nella mangiatoia.

Dal tavoloalla mangiatoia.

Il presepio del Natale 2022, di notte: sotto una tenda, un pastore seduto con il bastone e un bue; al centro un ragazzo con il turbante tiene un cammello bardato; dietro, le finestre accese del villaggio.
Il risultato: Natale 2022, il villaggio nel deserto, di notte.

Le fasi

Le nove fasi del lavoro, con il periodo dell’anno
febbraio–marzoIl tema
dopo PasquaIl polistirolo
primavera–estateIl montaggio
Il fondo nero
Il colore
I meccanismi
autunnoFili e luci
dicembreLe statue
24 dicembreLa notte di Natale

Febbraio–marzo · Il tema

Tutto comincia attorno a un tavolo.

Tra febbraio e marzo il gruppo sceglie l’ambientazione del nuovo presepio, guardando disegni e fotografie di edifici. Poi l’idea diventa un progetto su carta e un modello in scala.

«Un presepe nasce come nasce un’idea. Da una foto, da un’intuizione, da un particolare, da un ricordo.»

L’Azione, n. 1/2016

Al lavoro: Stefano De Nardo, Cristian Tesser, Ennio Soldera

Tavola illustrata: attorno al tavolo del laboratorio, Stefano De Nardo indica il modello in scala di una piazza con i portici; Cristian Tesser ed Ennio Soldera mostrano il disegno e la fotografia dello stesso edificio; sul tavolo, altri disegni e piante.
Tavola illustrata: il tema, attorno al tavolo del laboratorio.

Dopo Pasqua ·Il polistirolo

Dopo Pasqua si comincia a costruire. Il materiale è il polistirolo, in lastre da mezzo centimetro a cinque: si taglia, si sagoma, e i muri si incidono a mano, mattone per mattone.

Oggi in parte si compra e in parte si recupera dai cantieri.

«Una volta ce lo regalavano tutto, il polistirolo.»

Stefano De Nardo, Tribuna di Treviso, 4 gennaio 2017

Al lavoro: Luciano Tegon

Tavola illustrata: Luciano Tegon, con gli occhiali, incide a mano i mattoni su una parete di polistirolo con una finestra ad arco; sul banco, il seghetto a filo caldo e una lastra sagomata, a terra i trucioli bianchi.
Tavola illustrata: il polistirolo, tagliato e inciso mattone per mattone.

Primavera–estate · Il montaggio

Particolare della tavola illustrata: Giorgio Tonon e Giovanni Ghirardi sorridono ai due lati di una facciata di polistirolo.I pezzi diventano palazzi, portici e colline, e si montano al loro posto, fino a coprire circa 100 metri quadrati.

«Un presepe da 100 metri quadri è davvero grande e impegnativo da realizzare.»

Stefano De Nardo, Tribuna di Treviso, 4 gennaio 2017
Tavola illustrata: Giorgio Tonon, con il camice blu, regge la facciata di una casa ad archi mentre Giovanni Ghirardi la fissa con il trapano al telaio di legno; sul banco, viti, una livella e un altro trapano.
Tavola illustrata: il montaggio, pannello dopo pannello.
La sala del presepio nel Natale 2016, in luce di giorno: dietro la ringhiera, le case e la piazza di Conegliano in miniatura, con la fontana e la Natività sotto un arco di mattoni.
Il presepio vero: la sala nel Natale 2016, con il paesaggio montato.

Il fondo nero

Prima del colore, tutto diventa nero: una mano di fondo copre il bianco del polistirolo.

Intanto si aggiungono finestre, cornici e decori.

Al lavoro: Luciano Bit, Marco Genoria

Tavola illustrata: in cima a una scala, Luciano Bit stende con il pennello il fondo nero su un villaggio di polistirolo bianco, mentre Marco Genoria monta le cornici chiare delle finestre sulla parte già nera; a terra, i secchi di colore.
Tavola illustrata: il fondo nero sul bianco del polistirolo, e le prime finestre.

Ilcolore

Tavola illustrata: Cristian Tesser dipinge le facciate di una piazza con i portici, Fabio Bruni le confronta con una fotografia e Renzo Mazzer dipinge le tegole di un tetto, una per una.
Il presepio del Natale 2015: la piazza della città del Cima in miniatura, con la fontana, i palazzi dipinti con le bifore e le bancarelle.

Tavola illustrata: il colore. Accanto, le facciate dipinte del Natale 2015, «la città del Cima».

Sul nero si dipinge con colori simili all’acrilico: intonaci, pietre, tegole, una per una, con le foto degli edifici veri accanto.

I meccanismi del presepio

Tavola illustrata: al banco del laboratorio, Urbano Sanson, con la coppola e il camice blu, prova con un contagocce una ruota da mulino di legno; davanti a lui un carretto, un fabbro meccanico con il martello, ingranaggi e molle.

Ruote che girano, carretti, piccoli movimenti: i meccanismi del presepio si costruiscono a mano, in laboratorio. Al lavoro: Urbano Sanson. Tavola illustrata: i meccanismi, in laboratorio.

Autunno ·Fili e luci

Ogni casa ha le sue luci, ogni luce il suo filo.

Oggi un programma di regia comanda il ciclo: in 8 minuti si passa dall’alba alla notte, con il temporale, la pioggia vera, la neve e la stella cometa.

Al lavoro: Francesco Besa, Claudio Tonon

Il disegno animato della home: anche qui il cielo passa dall’alba alla notte. Conegliano.
Tavola illustrata: Francesco Besa lavora al quadro elettrico con il tester, mentre Claudio Tonon collega le luci di una casetta del presepio; sul tavolo, fili colorati e un portatile con il ciclo dall’alba alla notte.
Tavola illustrata: fili e luci. Nel titolo, le finestre accese della Venezia del Natale 2011.

Dicembre · Le statue

Particolare della tavola illustrata: Mauro Marcato e Stefano De Nardo, sorridenti, accanto a una statua di pastore.Poi arrivano le statue in terracotta di Mauro Marcato: pastori, artigiani e animali, ognuno al suo posto.

Tavola illustrata: in una piazza con i portici e la fontana, Mauro Marcato, con la polo turchese, sistema la statua di un pastore con il bastone; Stefano De Nardo indica dove mettere le altre statue: un vasaio, un uomo in piedi, una donna con la brocca.
Tavola illustrata: le statue, ognuna al suo posto.
Il presepio del Natale 2018: due statue di anziani seduti su una panchina.
Il presepio vero: due statue del Natale 2018.

La nottedi Natale

Tavola illustrata: sotto il cielo stellato con la cometa, tra le tende rosse, due frati depongono il Bambinello nella mangiatoia della capanna; accanto, la grotta con Maria e Giuseppe e i pastori con le pecore; in primo piano, di spalle, la gente seduta nei banchi.
Il Bambinello di terracotta del Natale 2020, tenuto in mano, nella luce.

24 dicembre. Tavola illustrata: i frati depongono il Bambinello. Accanto, il Bambinello del Natale 2020.

La notte del 24 dicembre, dopo la messa di mezzanotte, il presepio si apre. Per tradizione sono i frati a deporre il Bambinello nella mangiatoia.

Resta aperto fino alla prima domenica di febbraio, a ingresso libero. E intanto si pensa già al prossimo.

Al lavoro: i frati del convento.

I mestieri del presepio

Servono tanti mestieri: scenografo, meccanico, falegname, elettricista, elettronico, pittore, modellista, scultore.

La facciata della chiesa del convento dei Frati Cappuccini di Conegliano, di giorno.

Chi ci lavora?

I presepisti, uno per uno Le statue di Mauro Marcato

I mestieri sono quelli elencati dall’Azione, n. 1/2016. Gruppo Presepisti di Conegliano, volontari del convento dei Frati Cappuccini.

Fonti: Tribuna di Treviso, 12/12/2015, 04/01/2017 e 29/12/2017; L’Azione n. 1/2016; video “Presepio dei Frati – edizione 2015” (Mirco Zanardo); testimonianza dei presepisti, 2026.