Presepio dei Frati Orarie visita

La casa del presepio.

Il convento dei Frati Minori Cappuccini di Conegliano e la sua chiesa, di giorno: la facciata in pietra con il rosone e la stella cometa, il portone sul sagrato e, ai lati, le ali basse del convento.

Il convento

Il Presepio dei Frati abita nel convento dei Frati Minori Cappuccini di Conegliano, in via dei Cappuccini 18. I cappuccini sono in città dalla fine del Cinquecento, con due lunghe interruzioni; il presepio, nato nel 1965, è tra gli ultimi arrivati.

Nella foto, il convento e la chiesa di Sant’Antonio, oggi.

Dal Cinquecentoa oggi.

Tavola illustrata: sotto il cielo stellato con la cometa, due frati depongono il Bambinello nella mangiatoia della capanna; accanto, la grotta con Maria e Giuseppe e i pastori con le pecore; in primo piano, di spalle, la gente nei banchi.
Tavola illustrata: la notte di Natale i frati depongono il Bambinello.

Indice

Gli otto capitoli della storia del convento
1577–1593Un sito «vago et delizioso»
1648–1738La casa dei novizi
XVI–XIX secoloAccanto alla città
1810–1867Cacciati due volte
1929–1939Il ritorno
1944–1954Una chiesa per sant’Antonio
1956 – oggiL’infermeria dei frati
1965–1985E poi arriva il presepio
Via dei Cappuccini 18Venire al convento

«Vago etdelizioso»

Nel 1577 il podestà veneto Leonardo Donà descrive Conegliano come un «sito tanto vago et delizioso».

Pochi anni dopo, tra il 1589 e il 1593, i cittadini vogliono i cappuccini in città: con l’aiuto di un gruppo di benefattori costruiscono il primo convento, dove oggi c’è l’ospedale civile.

1648–1738 · La casa dei novizi

Per molto tempo il convento è un noviziato, il luogo dove i giovani diventano frati. Nel 1648 vi entra un ragazzo friulano che prende il nome di fra Marco.

È il beato Marco d’Aviano (1631–1699), poi predicatore conosciuto in tutta Europa, legato all’assedio di Vienna del 1683 e beatificato nel 2003.

XVI–XIX secolo · Accanto alla città

Per circa duecentocinquant’anni i frati assistono i malati, aiutano i poveri e predicano: nel Cinque e nel Seicento le loro prediche sono molto richieste.

1810–1867 · Cacciati due volte

Quando se ne vanno la prima volta?

Nel 1810: la soppressione napoleonica li allontana dal convento. Tornano nel 1837.

E la seconda?

Nel 1867 lo Stato italiano li caccia di nuovo, e il vecchio convento viene abbattuto.

Che cosa resta?

Molte opere d’arte si disperdono. Alcune tornano, tra cui un’Ultima Cena del 1590 firmata da Pietro Bernardi da Verona.

  1. 1929–39

    Il ritorno

    I frati tornano nel 1929: prima, per un po’, al castello, accanto alla chiesa di Sant’Orsola; poi scelgono di nuovo la zona dell’ospedale, dove era nato il primo convento.

    Il 1° gennaio 1939 ricevono la cura spirituale dell’ospedale civile e della casa di ricovero.

  2. 1944–54

    Una chiesa per sant’Antonio

    Nel 1944 si costruisce la chiesa, su progetto dell’ingegner Giovanni Morassutti.

    È dedicata a sant’Antonio di Padova e viene consacrata il 29 settembre 1947.

    Il nuovo convento si costruisce tra il 1945 e il 1954.

  3. Dal 1956

    L’infermeria dei frati

    Dal 19 maggio 1956 il convento è l’infermeria dei Cappuccini del Triveneto: qui vengono curati i frati anziani e ammalati della Provincia.

    In anni recenti una parte dell’edificio è stata rinnovata.

E poi arrivail presepio

Tavola illustrata: in chiesa, a lume di candela, un ragazzo inginocchiato sistema le statuine del presepio su un altare laterale; dietro di lui un uomo appende una stella dorata al fondale blu.
Tavola illustrata: un giovane con la giacca di velluto apre una porta di legno nel muro della chiesa, e dietro la porta si vede il presepio illuminato; inginocchiato accanto, un uomo con la coppola avvita una cerniera.

Tavole illustrate: il presepio a un altare laterale della chiesa, negli anni Sessanta, e la porta tutta sua, nel 1972.

Nel 1965 Umberto Prestia allestisce il primo presepio all’altare di Sant’Antonio, nella chiesa dedicata proprio al santo di Padova. Nel 1971 il presepio passa in una stanzetta accanto all’ingresso della chiesa; nel 1972 gli si apre una porta tutta sua.

Nel 1985, grazie a padre Mario De Stefani e a fra Galdino Ranzato, nasce la Sala San Francesco: il seminterrato, donato dal costruttore Socrate Pradal, diventa la casa del presepio.

Le altre storie: fra Galdino, Stefano De Nardo, come nasce il presepio.

La sala del presepio nel Natale 2016, in luce di giorno: dietro la ringhiera, le case e la piazza di Conegliano in miniatura, con la fontana e la Natività sotto un arco di mattoni.
La casa del presepio oggi: la sala nel Natale 2016, in luce di giorno.
Tavola illustrata: due frati si stringono la mano davanti alla Sala San Francesco; sotto terra, in sezione, il seminterrato con il presepio illuminato.
Tavola illustrata: 1985, la Sala San Francesco e, sotto, il seminterrato con il presepio.

Il presepio si visita nel seminterrato della Sala San Francesco, accanto alla chiesa di Sant’Antonio, in via dei Cappuccini 18.

Natale 2021: una statua del presepio, una contadina con il fazzoletto in testa e il manico di un attrezzo in mano.

Venire al convento

Orari, date e parcheggi Apri in Google Maps

Il convento è anche la casa dei frati anziani e ammalati della Provincia.

Da non confondere

Nel centro storico c’è l’ex convento di San Francesco, dei Frati Minori: è un altro luogo. Il presepio è dai Cappuccini, in via dei Cappuccini.

Fonti: Cappuccini del Triveneto, scheda “Conegliano”, da Stato personale e locale, Curia provinciale, Venezia-Mestre 2017 · scheda del beato Marco d’Aviano · descrizione della pagina Facebook del Presepio dei Frati (la storia dal 1965).