«Fin da piccolo sono stato affascinato dal presepio.»

Stefano De Nardo, Tribuna di Treviso, 2017. Nella foto, la sala del presepio nel Natale 2016, al buio.
Stefano De Nardo
Il decano dei presepisti, lo scenografo del Presepio dei Frati: ogni anno il paesaggio nasce prima nella sua testa.
Nove capitoli,quasi sessant’anni.

Indice
| 1965–1971 | Prima di tutti |
|---|---|
| 1972 | Arriva Urbano |
| Anni ’70–’80 | Dal Polo Nord a Napoli |
| 1985 | Nel seminterrato |
| 1999 | Sessantamila pietre |
| Come nasce un tema | Prima la carta, poi il modello |
| 2015 | La gamba rotta |
| 2019 | Prima di Baku |
| Natale 2026 | Verso la 60ª edizione |
1965–1971 · Prima di tutti
- Tra il 1965 e il 1970, ancora ragazzo
- Nella foto, la chiesa del convento dei Cappuccini: nel 1971 il presepio stava in una stanzetta accanto all’ingresso
Il primo presepio dei frati nasce nel 1965, all’altare di Sant’Antonio. Tra il 1965 e il 1970 comincia a lavorarci anche Stefano De Nardo, ancora ragazzo.
Lo allestisce Umberto Prestia. Per questo oggi chiamano Stefano il decano dei presepisti. Nel 1971 il presepio trova posto in una stanzetta accanto all’ingresso della chiesa, e Stefano c’è anche per gli ultimi ritocchi.

1972 · ArrivaUrbano

Gli inizi
| 1965 | il primo presepio dei frati, all’altare di Sant’Antonio, allestito da Umberto Prestia | |
|---|---|---|
| 1965–1970 | Stefano comincia a lavorarci, ancora ragazzo | |
| 1971 | una stanzetta accanto all’ingresso della chiesa; Stefano c’è per gli ultimi ritocchi | |
| 1972 | arriva Urbano Sanson, scenografo e tecnico dei primi allestimenti: con Stefano comincia «la loro avventura» | |
| 1972 | si apre una porta all’ingresso della chiesa, perché il presepio abbia un accesso suo senza disturbare le funzioni | |
| Da allora | si lavora da marzo a dicembre |
Dal Polo Norda Napoli
Polo Nord, Giappone, Russia, Friuli, Valle d’Aosta, Venezia, Napoli, Conegliano medievale, Bassa padovana, Prealpi e laghi di Revine, Tirolo.
Anni ’70–’80: sono gli anni delle sperimentazioni. Ogni Natale il presepio porta i visitatori in un posto diverso; una volta anche il Giappone, per ricordare un caro amico artista giapponese del gruppo, Idemi Naito, morto giovanissimo. Di quegli anni non abbiamo ancora fotografie: se ne avete, scriveteci.
1985 · Nel seminterrato

Nel 1985, grazie a padre Mario De Stefani e a fra Galdino Ranzato, nasce la Sala San Francesco. Il presepio scende nel seminterrato: oltre 150 metri quadrati, donati dal costruttore Socrate Pradal. Per uno scenografo è un cambio di scala: lo spazio per un paesaggio vero, con la luce che passa dall’alba alla notte. Natale 2016: la sala del presepio nella luce del giorno.

1999 · Sessantamila
pietre
Per il Natale 1999 il presepio porta in scena la Conegliano medievale del 1416, con la città murata, i ponti levatoi e oltre sessantamila piccole pietre incollate una a una. Sulle Prealpi nevica.
Il giornale scrive che Stefano De Nardo «da 27 anni cura il presepe» e coordina una decina di persone.
«È il presepe più bello che abbiamo fatto dal 1965.»

Come nasce un tema: prima la carta, poi il modello
Immaginare
Come nasce un tema. Ogni presepio comincia con un’idea, a primavera. E mentre un presepio è aperto, il gruppo pensa già a quello dell’anno dopo.Natale 2013: il fiordo di Furore, in Costiera Amalfitana.
Progettare
Poi viene il progetto su carta, e la costruzione del modello.Natale 2007, al tramonto.
Tagliare
Il paesaggio si taglia e si sagoma nel polistirolo, in lastre da mezzo centimetro a cinque. «Una volta ce lo regalavano tutto, il polistirolo.»Stefano De Nardo, Tribuna di Treviso, 2017. Nella foto, il Natale 2014.
2015 · Lagamba rotta


Natale 2015: «la città del Cima», il presepio del cinquantenario.
Per il cinquantesimo la scenografia è tutta nuova: Conegliano, «la città del Cima». Poco più di una settimana prima dell’apertura, Stefano cade e si rompe una gamba. Il presepio rischia di saltare.
Lo finiscono i suoi collaboratori, e il 50° apre lo stesso. Il 22 gennaio 2016 il Comune consegna una targa per i cinquant’anni del presepio.
«Qui dentro ci passo le giornate da marzo a dicembre, ora dovrò limitarmi a dare qualche dritta.»

«Abbiamo preceduto
Baku.»
Nel 2019 il presepio porta in scena le colline del Prosecco di Col San Martino. L’idea delle vigne nasce in primavera, prima che l’UNESCO, riunito a Baku a luglio, riconosca quelle colline patrimonio dell’umanità.
«Le vigne del Prosecco? Un’idea che ci è venuta la scorsa primavera. Abbiamo preceduto Baku.»


Natale 2026 · Verso la 60ª edizione
Come lo chiamano i giornali?
«Lo storico scenografo» e «l’artista delle statuine» (Tribuna di Treviso, 2015), «il decano dei presepisti coneglianesi» (L’Azione, 2016), «l’artista che immagina lo scenario della natività» (Tribuna di Treviso, 2019).
E per noi?
Per noi è Stefano: quello che ogni primavera ha già in testa il presepio del Natale dopo.
Da quanto tempo?
Nel gennaio 2017 la Tribuna scriveva che era responsabile del presepio «da ormai 46 edizioni», contando dal 1971. Ma Stefano c’era già da prima: a Natale 2026, per la 60ª edizione, sono quasi sessant’anni che lavora al presepio dei frati.
Con chi lavora?
Con i volontari del Gruppo Presepisti di Conegliano, nel laboratorio del convento. Gli altri presepisti, uno per uno.
E lui che cosa dice?
«Un presepe da 100 metri quadri è davvero grande e impegnativo da realizzare.» (Tribuna di Treviso, 2017). «Non potevo non dedicarmi a questa passione.» (Tribuna di Treviso, 4 gennaio 2017).

Foto per l’archivio
Avete foto dei presepi dal 1966 al 2005, o di Stefano al lavoro negli anni?

Ci aiutano a completare l’archivio.
Scrivete a info@presepiodeifrati.it Gli altri presepistiGruppo Presepisti di Conegliano, volontari del convento dei Frati Cappuccini.
Fonti: descrizione della pagina Facebook del Presepio dei Frati (la storia dal 1965) · testimonianza dei presepisti, 2026 (gli inizi tra il 1965 e il 1970) · ritaglio di giornale del dicembre 1999 (A. Menegon) · Tribuna di Treviso, 12/12/2015 · L’Azione n. 1/2016 · Tribuna di Treviso, 04/01/2017 · Tribuna di Treviso, 29/12/2017 · Tribuna di Treviso, 27/12/2019 (F. Dal Mas).